Pellami Vegetale

Concia a vegetale for life!
Concia a vegetale for life!

Concia a vegetale for life!

Oggi vogliamo parlarvi del pellame al vegetale e fare un po' di chiarezza, purtroppo la rete brulula di sapientoni e markettari che scrivano di tutto e di più, ovviamente senza aver mai lavorato in una conceria un giorno della loro inutile vita, mentre chi scrive queste righe oltre che a provenire da una famiglia di conciatori.. ha lavorato in conceria e proprio a vegetale per oltre dieci anni.


La concia a vegetale risale a i primi del 900 e non del ottocento come molti copia e incolla della rete affermano, si è iniziato a conciare le pelli bovine e bufali in fossa, cioè erano dei contenitori costruiti con i mattoni dove venivano immerse le pelli.
Il procedimento originario (anche attuale) era quello in principio di togliere il sale dalle pelli, applicato precedentemente dai raccoglitori per mantenerle, successivamente si passava con lo solfuro e la calce alla eliminazione del pelo.

La fase successiva era togliere tutte le pelli manualmente dalla fossa e preparale per la scarnitura, che avveniva manualmente su dei cavalletti in legno per mezzo di una spatola, più tardi si reintroducevano in fossa e iniziava la cosiddetta "concia a vegetale".

La concia a vegetale in fossa del passato e praticata ancora da qualche conceria non ha nulla a che vedere con quella attuale, pelli completamente diverse..
La concia inizia con il riempimento della fossa di acqua e l'aggiunta di tannino e mimosa provenienti dal sud America tutto rigorosamente in polvere, parliamo di un bagno che permaneva 48 ore poi le pelli veniva nuovamente tolte manualmente e messe su dei carrelli appositamente realizzati per entrare sotto una pressa comprimeva le pelli al fine di togliere tutta l'acqua.
Acqua che allora NON era inquinante, scorreva per le campagne ed era un concime naturale.


Terminata la pressatura si procedeva manualmente alla remissione in fossa e iniziava la fase dell'ingrasso con grasso animale puro.. il sego! Le pelli venivano movimentate con dei bastoni affinché il grasso penetrasse nella pelle, trascorse 12 ore le pelli venivano tolte dalla fossa e introdotte in una macchina denominata "messa a vento" la quale attraverso due rulli strizzava le pelli e le spianava.


Terminata la fase le pelli erano pronte per la asciugatura rigorosamente naturale, veniva manualmente attaccate al soffitto della conceria dove restavo per circa 7 giorni e più specialmente nei periodi invernali.
Quando era terminata la fase di asciugatura le pelli venivano staccate e posate sui pancali, pronte per la fase di cilindratura o pallissonatura in base all'articolo che doveva essere realizzato, pallissonatura conferiva una mano più morbida mentre la cilindratura più rigida.


La pelle se venduta naturale era pronta per essere misurata e inviata al cliente, diversamente esistevano finiture tamponate con alcool e aniline, oppure veniva colorate manualmente a spruzzo con pigmenti e fissativi ..non tanto naturali in quanto si utilizzava la nitro e formaldeide.


Oggi di questa concia a vegetale sono rimasti i ricordi.. ingrassi non sono 100% di origine animale.. ma sintetici, la concia non prevede solo tannino e mimosa proveniente dalle piante, ma aggiunta su grande scala di prodotti sintetici, inoltre la lavorazione prevede tempi rapidissimi, non esiste l'essiccatura della pelle naturale si procede con essiccatori a temperatura controllata.